C’era una volta un albero che si trovava sopra una montagna.
Vicino a questa montagna c’era una discarica piena d’immondizia. Gli operai non avendo più spazio dove mettere l’immondizia gettavano i rifiuti sotto il grande albero. Due bambini che andavano a giocare sempre lì, Manù e Giovanni, un giorno videro che l’albero era triste per questa grande quantità d’immondizia depositata ai suoi piedi quindi decisero di aiutarlo. Così andarono a chiamare tutti i bambini del paese e tutti insieme, come una grande squadra tolsero i rifiuti.
E’ un dato di fatto: abbandonare i rifiuti in montagna è una offesa ambientale che non ha visibilità mediatica, non fa audience. Una lastra d’amianto frantumata, uno pneumatico bruciato, i residui di lavorazione delle attività artigianali smaltiti illegalmente, i cumuli di rifiuti indifferenziati in montagna non hanno lo stesso effetto della minaccia di un pozzo di petrolio. Eppure, in Irpinia, nei Picentini, le falde acquifere delle nostre montagne calcaree sono minacciate da migliaia di microdiscariche nelle aree in cui Alto Calore, Acquedotto Pugliese e Acquedotto ABC di Napoli prelevano migliaia di litri di acqua al secondo dissetando milioni di persone.
Rivolta delle pecore, 27 maggio, Ristorante Ballarò, Dliceto (FG). A Deliceto, insieme al Centro di Salute mentale e al Centro diurno Arcobaleno, si sperimenteranno sentimenti, emozioni, liberandoci tutti insieme grazie ad arte, poesia, musica e teatro. La rivolta delle pecore è una favola che prenderà forma grazie al lavoro collettivo, un semplice momento all’interno di tutto che sarà resa possibile dalla partecipazione, per una lenta evoluzione, per un cambiamento graduale e sereno.
Il Centro di Salute Mentale e il Centro Diurno “Arcobaleno” di Deliceto insieme all’Associazione L’Albero Vagabondo presentano il 27 maggio, presso le strutture de Il Ristorante Ballarò, “La Rivolta delle Pecore. Storie libertarie di animali rivoluzionari” libro di Virginiano Spiniello, edito da Il Papavero.
Arte, musica, poesia e teatro si alterneranno in una occasione di incontro che vuole essere un momento di riflessione sul cambiamento interiore, la consapevolezza, il dialogo tra libertà e regole perché l’unica rivoluzione possibile, per le pecore, è il salto, l’evoluzione. continua…
La Piana del Dragone è un ecosistema fragilissimo in cui insistono molteplici centri di pericolo. Periodicamente la conca endoreica si allaga e l’acqua arriva nell’inghiottitoio carsico in interconnessione con le sorgenti più importanti dei monti Picentini. La vulnerabilità è molto alta dato che le sorgenti sono in diretta comunicazione con l’inghiottitoio tramite grossi canali carsici e non si sa fino a quando l’ecosistema della Piana riuscirà a depurare il carico inquinante proveniente dai Centri di pericolo che insistono nell’intero Bacino idrogeologico che comprende 12 comuni. continua…
L’8 febbraio nel Castello Ducale di Bisaccia parte “Appennino futuro. Laboratorio transumante” evento promosso da Slow Food, Salviamo il Paesaggio, piattaforma Forum ambientale dell’Appennino, L’Albero Vagabondo e con il patrocinio del Comune di Bisaccia. L’iniziativa coniuga agricoltura, ambiente, territorio e scelte energetiche per dimostrare che un’alternativa sostenibile alla speculazione energetica in atto nelle aree interne dell’Appennino meridionale è possibile, già c’è, si sta lentamente e spontaneamente costruendo. continua…
[…] La mostra di Giovanni Spiniello che si è tenuta per una settimana nel centro della città, al Circolo della Stampa, e si è chiusa il 26 dicembre, ha a che fare con le parole in maniera particolare: molte delle tele sono infatti illustrazioni al libro del figlio Virginiano “La rivolta delle pecore. Storie libertarie di animali rivoluzionari” (ed. Il Papavero), che raccoglie, rielabora e inventa storie di animali e uomini. Lo scrittore ha il grande merito di cogliere elementi della mitologia irpina e di ricrearli in nuovi racconti; di non trattarli quindi come oggetti da museo ma come materia vivente, che si può continuare a sviluppare e creare. Nell’epoca della infiltrazione capillare dei mass media, del protagonismo finto, precario e illusorio sul palcoscenico quotidiano dei social network, Virginiano Spiniello ha capito che per comunicare non occorre alzare la voce o cliccare ‘mi piace / non mi piace’, ma bisbigliare; che per essere ascoltati bisogna ridiventare cantastorie.continua…
A cercarle sono tante, anche in Irpinia, in tempi di crisi, le piccole storie di resistenza e amore per la terra. Ad esempio a Volturara dove, nel cuore verde del Parco Regionale dei Picentini, accanto al fragile e stupendo ecosistema della Piana del Dragone, Ferdinando Pisacreta e sua moglie Adriana hanno puntato istintivamente sull’unica via d’uscita dalla crisi: tradizione, sinergia e filiera corta.
L’azienda, a conduzione familiare, è piccolissima, circa 20 ettari tra terra di proprietà e in affitto, soprattutto pascoli, nei quali le mucche sono allo stato semibrado. Solo nei mesi più freddi gli animali vengono alimentati da foraggio prodotto nei campi, mai con mangime acquistato, ma con fieno di erba medica e graminacee e la mungitura, come da protocollo, avviene sempre nella stalla alle cinque del mattino e al calare del sole. continua…
Il Guardiano della montagna
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